Indice 7 sezioni
- La wallbox è un impianto elettrico: per questo serve la DiCo
- Serve la DiCo per la wallbox? I tre scenari tipici
- Wallbox e conformità dell’impianto elettrico: linea e protezioni
- Cosa scrivere nella DiCo della colonnina di ricarica
- Serve il progetto o basta lo schema del responsabile tecnico?
- Casi pratici: villetta, condominio, area aziendale
- In sintesi
Il produttore vende la wallbox come un prodotto, con tanto di marcatura CE sulla scatola. Da qui nasce l’equivoco più diffuso in cantiere: “è già certificata, basta appenderla al muro”. Non è così. Installare una wallbox o una colonnina significa intervenire sull’impianto elettrico, quasi sempre con una nuova linea e nuove protezioni, e quel lavoro va attestato con la dichiarazione di conformità wallbox, firmata dall’installatore.
La marcatura CE riguarda l’apparecchio; la DiCo riguarda l’opera che hai realizzato sull’impianto. Sono due cose diverse e non si sostituiscono. In questa guida vediamo quando la DiCo è dovuta, cosa controllare sulla linea e sul quadro, e cosa scrivere nei quadri del modello. Il dettaglio tecnico della norma resta nella scheda dedicata: qui il filo conduttore è la dichiarazione.
La wallbox è un impianto elettrico: per questo serve la DiCo
La wallbox non è un elettrodomestico che si attacca alla spina e si dimentica. Per alimentarla nel modo corretto si realizza, nella stragrande maggioranza dei casi, una linea dedicata che parte dal quadro, con una propria protezione. Questo è a tutti gli effetti un intervento sull’impianto elettrico, che rientra nella lettera “a” dell’articolo 1 del D.M. 37/2008 (impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica).
La conseguenza è semplice: se stai realizzando, trasformando o ampliando l’impianto, a fine lavori va emessa la DiCo. La marcatura CE del prodotto attesta che l’apparecchio è conforme alle direttive che lo riguardano, ma non dice nulla su come l’hai collegato, su che linea, con quali protezioni e su quale terra. Quella parte la dichiari tu, sotto la tua responsabilità, ed è esattamente ciò che la DiCo serve a documentare. Per il quadro generale di quando l’impianto elettrico richiede la dichiarazione vedi Dichiarazione di conformità impianto elettrico.
Serve la DiCo per la wallbox? I tre scenari tipici
La domanda “serve la DiCo per la wallbox” ha una risposta che dipende da cosa fai davvero sull’impianto. Tre situazioni ricorrenti:
- Nuova linea dedicata con modifica del quadro. È il caso normale: aggiungi un interruttore dedicato, tiri il cavo fino al punto di ricarica, verifichi la terra. Stai ampliando l’impianto: la DiCo va emessa.
- Presa dedicata su circuito già esistente. Anche collegare la ricarica a una presa industriale alimentata da una nuova linea protetta è un intervento sull’impianto. Diverso è il caso, raro per la ricarica, in cui non si tocchi nulla dell’impianto: ma una wallbox seria richiede quasi sempre una linea propria.
- Sostituzione di una wallbox già installata. Se cambi solo l’apparecchio lasciando inalterate linea, protezioni e terra, ti avvicini alla sostituzione “alla pari” di un componente. Se invece tocchi la linea o le protezioni, è di nuovo una modifica dell’impianto.
Wallbox e conformità dell’impianto elettrico: linea e protezioni
La parte più delicata della conformità dell’impianto elettrico con la wallbox sta nella linea dedicata e nelle protezioni. Sono i punti che, se trascurati, rendono l’installazione non a regola d’arte, e quindi una DiCo non emettibile o, peggio, falsa.
In linea generale, l’installazione della linea dedicata richiede di presidiare alcuni aspetti:
- interruttore magnetotermico dedicato, dimensionato sulla corrente assorbita dalla wallbox;
- sezione del cavo adeguata alla corrente e alla lunghezza della linea;
- protezione differenziale adatta al tipo di ricarica;
- impianto di terra verificato ed eventualmente adeguato;
- verifica della potenza disponibile e del coordinamento con il contatore, per non far scattare il limitatore a ogni ricarica.
Non esiste un valore di sezione o di portata valido per tutti: dipende dalla potenza della wallbox, dalla lunghezza della linea e dalle condizioni dell’impianto. Per questo i numeri vanno calcolati caso per caso, non copiati da una scheda all’altra.
Anche l’impianto di terra va guardato con attenzione: una wallbox aggiunge un carico permanente e una protezione che deve coordinarsi con la terra esistente. Se la terra non è adeguata o non è verificabile, va sistemata e annotata prima di dichiarare l’impianto a regola d’arte.
Cosa scrivere nella DiCo della colonnina di ricarica
Tradotto nei quadri del modello (l’Allegato I), la dichiarazione di conformità della colonnina di ricarica segue lo schema di ogni DiCo elettrica. I punti su cui concentrarsi:
- tipologia di intervento: ampliamento o trasformazione dell’impianto nella maggior parte dei casi, nuovo impianto se la wallbox nasce insieme all’impianto elettrico dell’edificio;
- descrizione dell’opera: linea dedicata, protezioni installate, eventuale modifica del quadro, adeguamento della terra;
- norme tecniche applicate: la CEI 64-8 in primis, citata nell’edizione vigente, insieme alle altre norme effettivamente applicate;
- allegati: lo schema dell’impianto eseguito o modificato e la relazione con la tipologia dei materiali, più il progetto o lo schema del responsabile tecnico (vedi sotto).
Per il metodo con cui scegliere le sigle da indicare nel quadro normativo vedi quali norme CEI e UNI citare nella DiCo; per la lista completa di ciò che va allegato, valida per ogni impianto, c’è la checklist degli allegati obbligatori. Quando la wallbox è un lavoro che ricorre spesso, partire dal modello giusto fa risparmiare errori: strumenti come DiCoFacile guidano la compilazione dell’Allegato I campo per campo, con il quadro delle norme e gli allegati già impostati, così non si parte mai da un foglio bianco.
Serve il progetto o basta lo schema del responsabile tecnico?
Per la wallbox domestica torna sempre la stessa domanda: serve il progetto di un professionista o basta lo schema del responsabile tecnico dell’impresa? Attenzione a un punto che genera confusione: il progetto (in forma di elaborato o di schema) è comunque dovuto. Le soglie dell’articolo 5 del D.M. 37/2008 non dicono “se” serve, ma chi lo firma.
Per gli impianti elettrici delle utenze domestiche di singole unità abitative la soglia di riferimento è la potenza impegnata superiore a 6 kW (oltre alle utenze condominiali e ad alcuni casi particolari). Sotto soglia l’elaborato è lo schema redatto dal responsabile tecnico; sopra soglia serve il progetto firmato da un professionista iscritto all’albo. I limiti precisi sono nel testo dell’art. 5 e spiegati in soglie del progetto per l’impianto elettrico e in quando serve il progetto.
Casi pratici: villetta, condominio, area aziendale
Tre situazioni che l’installatore incontra spesso, da valutare sempre sul caso concreto:
- Villetta monofamiliare. Wallbox di taglia domestica su linea dedicata dal quadro: di norma intervento di ampliamento, DiCo dovuta, elaborato dello schema del responsabile tecnico se si resta sotto le soglie dell’art. 5.
- Box in condominio. La derivazione parte dal contatore privato; va valutato il passaggio dei cavi nelle parti comuni (è un tema condominiale, distinto dalla DiCo). La dichiarazione resta riferita all’impianto che realizzi.
- Area aziendale o parcheggio. Con potenze maggiori cresce la probabilità di superare le soglie del progetto e di coinvolgere l’impianto di terra; se l’installazione è in un luogo di lavoro entrano in gioco gli adempimenti sulla terra a carico del datore di lavoro.
In tutti i casi i numeri (potenza, sezioni, tipo di protezione) dipendono dall’impianto reale: dove la potenza è variabile, va dimensionata, non ipotizzata.
In sintesi
- Installare una wallbox significa modificare l’impianto elettrico (lettera “a”, D.M. 37/2008): di norma la DiCo va emessa.
- La marcatura CE del prodotto non sostituisce la DiCo: la CE copre l’apparecchio, la DiCo copre l’opera realizzata sull’impianto.
- Il cuore tecnico è la linea dedicata: magnetotermico dimensionato, sezione adeguata, differenziale adatto al tipo di ricarica e terra verificata. I numeri si calcolano caso per caso.
- Nella DiCo citi la CEI 64-8 nell’edizione vigente (vedi la scheda) e alleghi schema dell’impianto e relazione materiali.
- Il progetto è sempre dovuto: le soglie dell’art. 5 dicono solo chi firma (schema del RT o progetto del professionista).
- Per compilarla in modo ordinato, anche quando la wallbox è un intervento ricorrente, DiCoFacile genera l’Allegato I con norme e allegati al posto giusto.
Questa guida ha carattere informativo e operativo: non sostituisce la lettura del testo vigente del D.M. 37/2008 né una valutazione tecnica del caso specifico.