Non si tratta di una semplice formalità burocratica: la DiCo trasferisce sul piano documentale la responsabilità tecnica dell'installatore e rappresenta la prova legale che l'impianto è sicuro e conforme. Per il committente è il documento chiave che abilita una serie di adempimenti successivi (attivazione utenze, agibilità, compravendite), mentre per l'installatore è lo strumento che tutela il proprio lavoro in caso di contestazioni o incidenti.
Domande frequenti
L'impianto si considera non certificato: il committente può avere difficoltà ad attivare le utenze, a vendere l'immobile o a dimostrarne la sicurezza, e in caso di sinistro l'assicurazione può contestare la copertura. Per gli impianti ante 2008 si può ricorrere alla Dichiarazione di Rispondenza (DiRi).
Una copia va consegnata al committente; a seconda dei casi va inoltrata anche allo Sportello Unico per l'Edilizia del Comune e, per alcune tipologie, agli enti competenti. L'originale è conservato dall'impresa.
Esempio pratico
Hai appena rifatto l'impianto elettrico di un appartamento. Al termine compili la DiCo sul modello ministeriale, alleghi lo schema dell'impianto e la relazione dei materiali, la firmi e timbri, e la consegni al proprietario. Senza questo fascicolo il cliente non potrà attivare il contratto di fornitura elettrica né dimostrare, in caso di vendita, che l'impianto è a norma.