Quadro normativo

Regola dell'arte

Realizzare un impianto a regola d'arte significa eseguirlo secondo le norme tecniche di riferimento riconosciute, in particolare le norme CEI per gli impianti elettrici ed elettronici e le norme UNI per quelli termici, idraulici e gas. La legge stabilisce una presunzione importante: gli impianti realizzati nel rispetto di queste norme si considerano eseguiti a regola d'arte.

È un concetto centrale perché collega la pratica quotidiana dell'installatore alla sicurezza e alla responsabilità: dichiarare nella DiCo le norme tecniche applicate equivale ad affermare di aver lavorato a regola d'arte. In caso di contenzioso o incidente, il rispetto documentato delle norme tecniche è la principale linea di difesa dell'installatore.

Cosa dice la norma

  • Legge 186/1968 Stabilisce che materiali e impianti realizzati secondo le norme CEI si considerano costruiti a regola d'arte: è la presunzione legale che regge il sistema.
  • DM 37/2008, art. 6 Impone di realizzare gli impianti secondo la regola d'arte e considera tali quelli conformi alla normativa vigente (norme UNI, CEI o equivalenti UE).
  • CEI 64-8 Per gli impianti elettrici in bassa tensione è la norma che concretizza la regola d'arte nella pratica di cantiere.

Nella Dichiarazione di Conformità

La regola d'arte entra nella DiCo due volte. Nella formula della dichiarazione: il modello ministeriale fa dichiarare di aver installato l'impianto in modo conforme alla regola dell'arte. E negli allegati: il riferimento alle norme tecniche applicate serve proprio a dimostrare come quella regola è stata rispettata nel caso concreto.

Seguire una norma tecnica non è l'unico modo di lavorare a regola d'arte, ma è l'unico che gode di presunzione legale: chi sceglie soluzioni diverse deve poterne dimostrare l'equivalenza in termini di sicurezza, un onere tutt'altro che banale.

Errori da evitare

  • Citare nella DiCo norme tecniche non pertinenti o in versione superata rispetto a quella vigente al momento dei lavori.
  • Trattare la regola d'arte come formula di stile: in caso di contestazione è il metro su cui viene giudicato il lavoro.
  • Dimenticare che vale anche per i materiali: componenti non conformi compromettono la conformità dell'impianto intero.
  • Applicare una norma per analogia dove esiste una norma specifica per quel tipo di impianto o componente.

Domande frequenti

Indicando nella DiCo le norme tecniche applicate (es. CEI 64-8 per gli impianti elettrici) e allegando la documentazione richiesta, come schema dell'impianto e relazione dei materiali.

Non sono leggi in senso stretto, ma rispettarle è il modo riconosciuto per soddisfare l'obbligo di sicurezza; discostarsene è possibile solo dimostrando di aver raggiunto un livello di sicurezza equivalente, cosa complessa e rischiosa.

Oltre alla non conformità dell'impianto, si configura una responsabilità in caso di danni a persone o cose, con possibili conseguenze civili e penali.

Sì, vengono periodicamente aggiornate: è importante riferirsi alla versione vigente al momento dell'intervento e tenersi aggiornati sulle revisioni più rilevanti.

Esempio pratico

Nella DiCo di un impianto elettrico domestico richiami la norma CEI 64-8: stai dichiarando di aver dimensionato cavi, protezioni e impianto di messa a terra secondo lo standard riconosciuto. Se in futuro emergesse una contestazione, quel riferimento documenta che hai operato secondo le regole tecniche vigenti.

Norme di riferimento

Parola successiva Allegati obbligatori alla DiCo
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