Legge 186/1968

La legge della regola d'arte: seguire le norme CEI ti tutela

La legge 186/1968 impone la regola d'arte per materiali e impianti elettrici e presume a regola d'arte ciò che segue le norme CEI.

Quando ti serve

  • Realizzi qualsiasi impianto elettrico o elettronico.
  • Scegli materiali e apparecchiature da installare.
  • Devi dimostrare che un impianto è a regola d'arte.
  • Decidi quali norme tecniche citare nella DiCo.

Quando NON si applica

  • Impianti non elettrici (gas, idrici, termici): hanno altri riferimenti di regola d'arte.
  • Non sostituisce il DM 37/2008: abilitazione, progetto e DiCo restano dovuti.

Cosa richiede in pratica

  • Realizza ogni impianto e scegli ogni componente a regola d'arte: per la legge è un obbligo, non una buona pratica (art. 1).
  • Segui le norme CEI pertinenti: l'impianto conforme alle norme CEI si considera a regola d'arte per legge (art. 2).
  • Se adotti soluzioni diverse dalle norme CEI, preparati a dimostrare in altro modo un livello di sicurezza equivalente: l'onere della prova è tuo.
  • Cita nella DiCo le norme CEI effettivamente seguite: è il modo concreto di agganciare la presunzione di legge al tuo lavoro.

Errori da evitare in cantiere

  • Trattare le norme CEI come facoltative perché la legge non le elenca una per una. Senza norme CEI la presunzione di regola d'arte cade: in caso di guasto o incidente devi provare tu, a posteriori, che l'impianto era sicuro. ✓ Individua le norme CEI pertinenti all'intervento, seguile e citale nel quadro delle norme tecniche della DiCo.
  • Citare nella DiCo una norma CEI ritirata o un'edizione superata. La presunzione si indebolisce e la dichiarazione diventa contestabile: hai dichiarato conformità a un riferimento che non è più lo stato dell'arte. ✓ Prima di firmare verifica la vigenza e l'edizione sul catalogo CEI alla data di fine lavori.

Un caso pratico

Ampliamento dell'impianto elettrico di un negozio: aggiungi due circuiti e un quadro di zona. Esegui il lavoro seguendo la CEI 64-8 vigente: dimensionamento, protezioni, verifiche finali. Nella DiCo citi la CEI 64-8 nel quadro delle norme tecniche applicate. Se un domani un cliente contesta l'impianto, la legge 186/1968 lavora per te: avendo seguito le norme CEI, l'impianto si considera a regola d'arte e non devi costruire altre prove tecniche.

Come si cita nella Dichiarazione di Conformità

La legge 186/1968 è il motore giuridico del quadro norme tecniche applicate della DiCo: citare le norme CEI seguite trasforma il tuo lavoro in un impianto presunto a regola d'arte, come richiede anche l'art. 6 del DM 37/2008. Vale per ogni impianto della lettera A.

Domande frequenti

A regola d'arte significa realizzato secondo lo stato della tecnica riconosciuto come sicuro. Per materiali e impianti elettrici lo impone la legge 186/1968, che considera a regola d'arte, per presunzione di legge, ciò che è conforme alle norme CEI. Seguire le norme CEI pertinenti è quindi la via più semplice per dimostrare la regola d'arte.

Le norme CEI non sono obbligatorie in sé, ma la legge 186/1968 presume a regola d'arte gli impianti elettrici realizzati in conformità alle norme CEI. Chi adotta soluzioni diverse deve dimostrare in altro modo un livello di sicurezza equivalente, e l'onere della prova è suo. Seguire le norme CEI tutela quindi installatore e committente.

Realizzando l'impianto secondo le norme CEI pertinenti e citandole nella Dichiarazione di Conformità: la legge 186/1968 considera a regola d'arte gli impianti elettrici conformi alle norme CEI, e l'art. 6 del DM 37/2008 richiama lo stesso obbligo. In caso di contestazione la presunzione di legge lavora per chi ha firmato; senza norme CEI servono prove tecniche alternative.

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