La DiRi nasce da un'esigenza concreta del mercato immobiliare e delle utenze: moltissimi impianti datati sono privi della documentazione originale, e senza uno strumento alternativo sarebbe impossibile certificarli a posteriori. È importante capire che la DiRi non sana un impianto non a norma: si limita ad attestarne lo stato e la rispondenza alle regole dell'epoca, senza poter intervenire fisicamente sull'impianto.
Domande frequenti
Solo per impianti realizzati prima dell'entrata in vigore del DM 37/2008. Per gli impianti più recenti l'unico documento valido resta la DiCo originale.
No: chi emette la DiRi non interviene sull'impianto, ma esegue rilievi e ne attesta lo stato. Se durante il sopralluogo emergono carenze, vanno prima eseguiti i lavori di adeguamento, che a quel punto richiederanno una DiCo.
Ai fini delle pratiche (compravendite, utenze, adempimenti) la DiRi è generalmente accettata come equivalente, ma resta un documento sostitutivo: quando la DiCo originale esiste, è sempre quella il riferimento.
Esempio pratico
Un cliente deve vendere casa ma ha smarrito la certificazione dell'impianto elettrico realizzato nel 1998. Esegui un sopralluogo, verifichi messa a terra, interruttore differenziale e quadro, raccogli la documentazione disponibile e rilasci una DiRi che attesta la rispondenza dell'impianto alle norme dell'epoca, consentendo di concludere il rogito.