Elettrici e automazioni

Impianto elettrico

L'impianto elettrico comprende la produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell'energia elettrica all'interno dell'edificio, inclusi quadri, linee, prese, punti luce e dispositivi di protezione. Rientra nella lettera “a” del DM 37/2008 ed è, in assoluto, la tipologia per cui si emette il maggior numero di DiCo.

Per la sua diffusione e per i rischi connessi (folgorazione, incendio), l'impianto elettrico è soggetto a regole tecniche dettagliate, racchiuse principalmente nella norma CEI 64-8. Una corretta progettazione di protezioni, sezioni dei cavi e impianto di messa a terra è la base di un impianto sicuro e certificabile.

Cosa dice la norma

  • DM 37/2008, art. 1, lett. a Include produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell'energia elettrica, più protezione dalle scariche atmosferiche e automazioni.
  • DM 37/2008, art. 5 Fissa i casi in cui l'impianto elettrico richiede il progetto di un professionista iscritto all'albo, in base a dimensioni e potenza.
  • CEI 64-8 Norma base degli impianti utilizzatori in bassa tensione: sezioni dei conduttori, protezioni, impianto di terra, verifiche iniziali.

Nella Dichiarazione di Conformità

È la lettera "a" del modulo: la casella barrata nella stragrande maggioranza delle DiCo emesse in Italia. La dichiarazione copre l'intervento eseguito (nuovo impianto, trasformazione, ampliamento o manutenzione straordinaria) e va accompagnata dallo schema di quanto realmente realizzato e dal riferimento alle norme applicate.

Attenzione al perimetro: automazioni di cancelli e porte e protezione dalle scariche atmosferiche rientrano nella stessa lettera, e il fotovoltaico è a tutti gli effetti impianto elettrico ai fini della DiCo.

Errori da evitare

  • Barrare più lettere per prudenza quando l'intervento riguarda solo l'impianto elettrico: il modulo deve fotografare il lavoro davvero eseguito.
  • Allegare la planimetria di progetto al posto dello schema di quanto realmente realizzato.
  • Firmare senza aver completato le verifiche iniziali (continuità, isolamento, prova dei differenziali): la DiCo presuppone un impianto verificato.
  • Ignorare le soglie dell'art. 5: realizzare senza progetto un impianto che lo richiedeva vizia la documentazione.

Domande frequenti

Principalmente la CEI 64-8 per gli impianti utilizzatori in bassa tensione, integrata da altre norme CEI per casi specifici (ambienti particolari, fotovoltaico, ecc.).

La semplice sostituzione alla pari rientra nella manutenzione ordinaria e non richiede DiCo; un ampliamento (nuove linee, nuovi circuiti) o una modifica sostanziale sì.

La CEI 64-8 prevede livelli prestazionali (per le abitazioni) che definiscono dotazioni minime di punti presa, circuiti e protezioni: tenerne conto aiuta a realizzare impianti adeguati e a evitare contestazioni.

Solo al superamento delle soglie dell'art. 5 del DM 37/2008 (ad esempio oltre una certa potenza impegnata); sotto soglia è sufficiente lo schema del responsabile tecnico.

Sì, la parte elettrica di un impianto fotovoltaico rientra negli impianti elettrici e va certificata, con le specifiche norme tecniche applicabili.

Esempio pratico

Aggiungi una nuova linea dedicata per il forno e una presa in cucina: è un ampliamento dell'impianto esistente, quindi al termine emetti una DiCo che documenta l'intervento, richiama la CEI 64-8 e allega lo schema aggiornato e l'elenco dei materiali utilizzati.

Norme di riferimento

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