Elettrici e automazioni

Interruttore differenziale (salvavita)

È il dispositivo di protezione che interrompe rapidamente il circuito quando rileva una dispersione di corrente verso terra superiore alla sua soglia di intervento, proteggendo le persone dalla folgorazione (contatti indiretti e, per le alte sensibilità, anche diretti). È comunemente chiamato salvavita.

Il suo funzionamento si basa sul confronto continuo tra la corrente entrante e quella uscente dal circuito: se la differenza supera la soglia (segno che una parte si disperde verso terra), il dispositivo scatta. È un presidio di sicurezza irrinunciabile e va correttamente coordinato con l'impianto di messa a terra.

Cosa dice la norma

  • CEI 64-8 Definisce quando e come impiegare i differenziali: protezione addizionale contro i contatti diretti e coordinamento con l'impianto di terra per quelli indiretti.
  • DM 37/2008, art. 6 La regola d'arte richiesta dal decreto passa, per gli impianti elettrici, dal corretto impiego delle protezioni previste dalle norme CEI.
  • DPR 462/2001 Nei luoghi di lavoro le verifiche periodiche dell'impianto di terra comprendono le prove sui differenziali che lo coordinano.

Nella Dichiarazione di Conformità

Sul modulo il differenziale non compare mai per nome, ma è dentro ogni DiCo elettrica: dichiarare la regola d'arte implica protezioni scelte, dimensionate e coordinate secondo la CEI 64-8, differenziali compresi. Nello schema allegato i dispositivi vanno rappresentati con le loro caratteristiche: corrente nominale, sensibilità, tipo.

Nelle manutenzioni straordinarie, sostituire un differenziale con uno di caratteristiche diverse è un intervento che richiede DiCo: cambia un elemento di protezione, non un semplice ricambio.

Errori da evitare

  • Installare un differenziale di tipo inadatto ai carichi reali: dove ci sono inverter e caricabatterie il tipo AC spesso non basta.
  • Coordinarlo male con la resistenza di terra: la soglia di intervento va scelta in funzione del valore misurato, non a catalogo.
  • Proteggere l'intero impianto con un unico differenziale generale: un guasto qualsiasi toglie corrente a tutto, contro il criterio di suddivisione dei circuiti della CEI 64-8.
  • Non annotare nello schema le caratteristiche dei dispositivi installati, rendendo la DiCo povera proprio dove conta.

Domande frequenti

30 mA, valore considerato idoneo alla protezione delle persone; per la protezione di specifici circuiti o ambienti si usano differenziali con sensibilità diverse.

No: i due sistemi sono complementari. Il differenziale rileva e interrompe il guasto, ma l'impianto di terra è ciò che rende efficace la protezione.

È buona prassi premere periodicamente il tasto di test (orientativamente con cadenza mensile) per verificarne lo scatto; è un controllo a carico dell'utente che l'installatore può spiegare al committente.

Sì: i tipi (AC, A, F, B) si distinguono per la capacità di rilevare forme d'onda di guasto diverse; la scelta dipende dai carichi presenti (es. elettronica, inverter, ricarica veicoli elettrici).

Spesso conviene suddividere l'impianto su più differenziali per garantire continuità di servizio e selettività: un guasto su un circuito non deve mettere fuori uso tutta la casa.

Esempio pratico

Installi un differenziale da 30 mA a protezione dei circuiti dell'abitazione, scegliendo il tipo adeguato per i carichi presenti (ad esempio tipo A per la presenza di elettronica). Nella relazione allegata alla DiCo indichi le caratteristiche del dispositivo e la norma di riferimento.

Norme di riferimento

Parola successiva Grado di protezione IP
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