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Installi un impianto fotovoltaico connesso alla rete e arrivi al momento di compilare la DiCo. Il quadro “norme tecniche applicate” dell’Allegato I ti aspetta, e non puoi scrivere semplicemente “norme CEI” senza precisare quali.
Questa guida spiega quali norme citare, perché sono due (e non una), e che ruolo ha il rapporto di verifica che il distributore ti chiederà insieme alla pratica di connessione.
Il fotovoltaico è un impianto elettrico a tutti gli effetti
Un impianto fotovoltaico connesso in rete rientra negli impianti elettrici ai sensi dell’articolo 1 del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37, lettera A. Questo significa che al termine dei lavori devi rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DiCo) secondo l’articolo 7 del decreto, come per qualsiasi altro impianto elettrico.
Non ci sono eccezioni: fotovoltaico residenziale su tetto, impianto agrivoltaico, sistema con accumulo: se connesso in bassa tensione a un edificio, la DiCo è obbligatoria.
L’impianto elettrico fotovoltaico ha però una caratteristica che lo distingue: è composto da due parti con norme diverse. Capire questa distinzione è il cuore di questa guida.
CEI 64-8 per la parte impianto
La CEI 64-8 è la norma base degli impianti elettrici in bassa tensione negli edifici. Copre progettazione, realizzazione e verifica degli impianti utilizzatori, inclusa la parte in corrente continua e alternata dell’impianto fotovoltaico che si trova a valle del punto di consegna: cablaggio, quadri, protezioni, messa a terra.
Quando installi un fotovoltaico su un’abitazione, la CEI 64-8 si applica a:
- Il cablaggio lato corrente continua (stringhe, combinatori, cavi DC verso l’inverter).
- Il quadro e i dispositivi di protezione sul lato corrente alternata (a valle dell’inverter).
- L’impianto di terra e le protezioni differenziali.
- La verifica finale dell’impianto prima di dichiararlo conforme.
La CEI 64-8 va sempre citata nel quadro “norme tecniche applicate” della DiCo per un impianto fotovoltaico connesso. Le schede della norma sono in /norme/impianti-elettrici, con l’edizione vigente aggiornata.
CEI 0-21 per la connessione in rete
La seconda norma è la CEI 0-21: “Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica”. Titolo lungo, sostanza precisa: è la norma che disciplina il punto di incontro tra il tuo impianto e la rete del distributore.
La CEI 0-21 si applica quando l’impianto immette energia in rete, ed è questo il caso tipico di un fotovoltaico connesso. Stabilisce i requisiti tecnici per la connessione, le protezioni che l’inverter deve avere (protezione di interfaccia), le caratteristiche degli accumuli, e le condizioni del regolamento di esercizio che il cliente firma con il distributore.
Nella DiCo, la CEI 0-21 si cita accanto alla CEI 64-8, non in alternativa. Sono due norme che coprono due aspetti dello stesso impianto:
- CEI 64-8: l’impianto utilizzatore a valle del punto di consegna.
- CEI 0-21: la connessione alla rete e i requisiti di immissione dell’energia.
Il rapporto di verifica e i contatori bidirezionali
A fine lavori devi eseguire le verifiche dell’impianto prima di firmarlo conforme: esame a vista, prove strumentali, controllo delle protezioni. Gli esiti vanno documentati.
Per un fotovoltaico connesso in rete, il distributore richiede spesso documentazione tecnica specifica per l’iter di connessione, il cosiddetto rapporto di verifica secondo i criteri della CEI 0-21. Non si tratta di un documento separato dalla DiCo: è un elaborato tecnico che accompagna la pratica di connessione. La DiCo, dal canto suo, può fare riferimento alle verifiche eseguite senza incorporarle per esteso.
I contatori bidirezionali (necessari per misurare sia il consumo sia l’energia immessa in rete) sono installati dal distributore: non è una tua responsabilità nella DiCo, ma è utile sapere che la messa in esercizio dell’impianto dipende anche dall’attivazione del contatore da parte del gestore, che avviene dopo l’accettazione della pratica di connessione.
Se aggiungi un sistema di accumulo a un impianto fotovoltaico esistente, la CEI 0-21 si applica anche all’accumulo: aggiorna la pratica di connessione e verifica che il sistema di accumulo sia compatibile con i requisiti in vigore. L’aggiornamento della pratica comporta in genere anche l’aggiornamento o la revisione della DiCo per la parte modificata.
Cosa riportare nella DiCo
Nel quadro “norme tecniche applicate” dell’Allegato I:
- CEI 64-8: cita la sigla e l’edizione vigente al momento dell’esecuzione dei lavori. La scheda in /norme/impianti-elettrici riporta l’edizione corrente con data di controllo.
- CEI 0-21: cita la sigla e l’edizione (con eventuali varianti vigenti). Anche questa scheda è in /norme/impianti-elettrici.
Se l’intervento ha incluso valutazione del rischio fulmine e installazione di scaricatori di sovratensione, potresti avere anche un riferimento alle norme CEI 81: in quel caso citalo, perché quelle scelte fanno parte della regola d’arte dichiarata.
Per il resto della DiCo, la struttura è quella standard dell’Allegato I: dati del committente e dell’impianto, dati dell’impresa e del Responsabile Tecnico, descrizione dell’intervento (nuovo impianto fotovoltaico con/senza accumulo, potenza, connessione BT), allegati (schema dell’impianto realizzato, relazione sui materiali, eventuali elaborati di progetto se sopra soglia).
In sintesi
Per un impianto fotovoltaico connesso in rete in bassa tensione, nel quadro “norme tecniche applicate” della DiCo citi:
- CEI 64-8: per l’impianto elettrico utilizzatore (cablaggio, protezioni, verifica).
- CEI 0-21: per la connessione alla rete del distributore e le protezioni di interfaccia.
Le due norme si citano insieme perché coprono due aspetti distinti dello stesso intervento. Tralasciarne una non è solo un’imprecisione formale: lascia scoperta una parte dell’intervento nella tua dichiarazione.
La DiCo del fotovoltaico spesso entra anche negli allegati della pratica di connessione richiesta dal distributore: compilarla correttamente non è solo un adempimento verso il committente, ma parte del percorso per mettere l’impianto in esercizio.
Questa guida ha carattere informativo e operativo: non sostituisce la lettura del testo vigente del D.M. 37/2008 né una valutazione tecnica del caso specifico.
Norme di riferimento