Quando ti serve
- Installi una rete di idranti o un impianto sprinkler in un edificio.
- Realizzi un impianto di rivelazione di gas, fumo o incendio.
- Trasformi o ampli un impianto antincendio esistente.
- Devi emettere la DiCo a fine lavori per la lettera G.
Quando NON si applica
- Fornitura di soli estintori portatili: non sono un impianto fisso.
- Manutenzione ordinaria che non modifica l'impianto: niente DiCo (art. 10).
- Impianti non al servizio di edifici e loro pertinenze.
Cosa richiede in pratica
- Lavora solo con l'abilitazione per la lettera G: copre idranti, estinzione automatica e manuale, rivelazione di gas, fumo e incendio (art. 1 e 2).
- Fai redigere il progetto a un professionista iscritto all'albo quando l'attività è soggetta ai controlli di prevenzione incendi, o comunque con almeno 4 idranti o 10 rivelatori (art. 5).
- Realizza l'impianto a regola d'arte: seguire le norme UNI pertinenti ti dà la presunzione di conformità (art. 6).
- Emetti la Dichiarazione di Conformità a fine lavori, con progetto o schema, relazione sui materiali e norme tecniche applicate (art. 7).
- Ricorda al committente che la documentazione va conservata: servirà anche per le pratiche antincendio (art. 8).
Errori da evitare in cantiere
- Pensare che la pratica antincendio dei Vigili del Fuoco sostituisca la DiCo. Sono adempimenti distinti: senza DiCo la SCIA antincendio resta scoperta e l'impianto non è documentato secondo il DM 37/2008. ✓ Emetti sempre la DiCo a fine lavori: è uno dei documenti che il professionista antincendio userà per asseverare la pratica.
- Far montare la rivelazione incendio a un'impresa abilitata solo per la lettera A. L'abilitazione elettrica non copre la lettera G: la DiCo emessa è viziata e contestabile, con le sanzioni dell'art. 15. ✓ Verifica in visura camerale che l'impresa sia abilitata per la lettera G prima di affidare i lavori o firmare la dichiarazione.
- Far redigere al responsabile tecnico il progetto di una rete con molti idranti. Sopra le soglie dell'art. 5 il progetto spetta al professionista: l'elaborato interno non basta e la DiCo nasce con un allegato sbagliato. ✓ Conta idranti e rivelatori e verifica se l'attività è soggetta ai controlli: sopra soglia incarica un professionista iscritto all'albo.
Un caso pratico
Autorimessa condominiale soggetta ai controlli di prevenzione incendi: installi la rete di idranti con sei attacchi. L'attività è soggetta e gli idranti superano la soglia dell'art. 5, quindi il progetto lo firma un professionista iscritto all'albo. Realizzi la rete seguendo la UNI 10779, esegui le prove finali e a fine lavori emetti la DiCo citando la norma nel quadro delle norme tecniche applicate. Il committente la usa anche per la pratica antincendio.
Come si cita nella Dichiarazione di Conformità
Per gli impianti antincendio la DiCo del DM 37/2008 è il documento che chiude i lavori e alimenta anche le pratiche di prevenzione incendi: il DM 20 dicembre 2012 la richiama tra la documentazione degli impianti di protezione attiva. Compilala pensando a entrambi gli usi.
Domande frequenti
Sì. Gli impianti di protezione antincendio rientrano nella lettera G del DM 37/2008: rete idranti, sprinkler e sistemi di rivelazione richiedono tutti la Dichiarazione di Conformità a fine lavori. L'impresa deve essere abilitata per la lettera G. La DiCo non sostituisce la SCIA antincendio presentata al Comando dei Vigili del Fuoco, ma ne è un documento indispensabile.
Quando l'attività è soggetta ai controlli di prevenzione incendi ai sensi del DPR 151/2011, oppure quando si superano le soglie dimensionali dell'art. 5 del DM 37/2008: quattro o più idranti, o dieci o più rivelatori. In questi casi il progetto deve essere redatto e firmato da un professionista iscritto all'albo; sotto soglia e fuori dai controlli, lo redige il responsabile tecnico dell'impresa installatrice.