Casi pratici

Impianto a GPL o metano: quale norma citare

GPL e metano nella DiCo: le norme UNI da indicare sono diverse e sbagliare è un errore frequente con conseguenze reali.

6 min di lettura
Indice 7 sezioni
  1. GPL e metano non sono lo stesso gas
  2. Perché cambia la norma da citare
  3. Le norme di riferimento per i due casi
  4. Dove trovare le norme giuste nel cluster gas
  5. L’errore frequente: norma del metano su impianto GPL
  6. La prova di tenuta in entrambi i casi
  7. In sintesi

Quando compili il quadro “norme tecniche applicate” della Dichiarazione di Conformità (DiCo) di un impianto a gas, la tentazione è copincollare sempre la stessa sigla. Funziona se lavori solo con il metano da rete. Se però l’impianto è alimentato a GPL (serbatoio o bombole) stai citando la norma sbagliata, e la dichiarazione che emetti non regge a un controllo.

Questa guida spiega perché GPL e metano hanno norme di riferimento distinte, dove trovare quella giusta nel cluster /norme/ gas, e perché la prova di tenuta è obbligatoria in entrambi i casi.

GPL e metano non sono lo stesso gas

Lo sanno tutti in cantiere, ma al momento di compilare la DiCo l’abitudine porta a scrivere sempre la stessa serie UNI. La differenza fisica conta: il metano è più leggero dell’aria e sale; il GPL (gas di petrolio liquefatto, tipicamente propano o miscele propano/butano) è più pesante dell’aria e, in caso di fuga, tende a ristagnare nei punti bassi: cantine, fosse, taverne.

Questa caratteristica impone prescrizioni diverse su aerazione, ventilazione dei locali, collocazione dei componenti e prova di tenuta. Le norme tecniche recepiscono questa differenza, e per questo non sono intercambiabili.

Perché cambia la norma da citare

Per gli impianti a gas la Legge 1083/1971 stabilisce che gli impianti realizzati in conformità alle norme tecniche UNI (e CEI) vigenti si presumono sicuri. Questo meccanismo di presunzione di sicurezza è il motivo per cui citare la norma giusta nella DiCo non è un dettaglio formale: è ciò che aggancia la dichiarazione alla regola dell’arte effettivamente applicata.

Se citi la norma del metano per un impianto GPL, stai dichiarando di aver seguito prescrizioni che non si applicano a quel tipo di gas. La presunzione di sicurezza non opera, e in caso di contestazione sei tu a dover dimostrare che l’impianto è sicuro in altro modo.

Le norme di riferimento per i due casi

Impianto a metano da rete di distribuzione: serie UNI 7129. La serie UNI 7129 è il riferimento per progettare, installare e mettere in servizio gli impianti a gas domestici e similari alimentati dalla rete di distribuzione. Copre la parte interna dell’impianto: tubazioni, apparecchi, scarico fumi, aerazione. La portata termica limite è in via orientativa indicata intorno ai 35 kW; sopra quella soglia si applica la UNI 11528. Verifica la versione in vigore prima di indicarla nella DiCo.

Impianto a GPL non alimentato da rete: UNI 7131. La UNI 7131 è il riferimento per gli impianti a GPL domestici e similari non alimentati da rete di distribuzione: serbatoio fisso esterno o bombole. Copre progetto, installazione e messa in servizio tenendo conto della maggiore densità del gas. Le prescrizioni su aerazione, ventilazione e collocazione dei componenti differiscono dalla serie UNI 7129: non sono applicabili in modo interscambiabile.

Per entrambi i tipi di impianto trovi le schede di dettaglio nell’area /norme/gas: vai alla scheda della norma pertinente per verificare la versione vigente e le correlate applicabili al tuo intervento.

Dove trovare le norme giuste nel cluster gas

Il percorso operativo è questo:

  1. Identifica il tipo di alimentazione: metano da rete oppure GPL da serbatoio/bombole. Non basta sapere che “è un impianto a gas”.
  2. Vai a /norme/gas: le schede del cluster E del D.M. 37/2008 organizzano le norme per caso d’uso. Trovi sia la serie UNI 7129 sia la UNI 7131, con le indicazioni su quando si applica ciascuna e quali parti specifiche coinvolgono il tuo intervento.
  3. Verifica la vigenza: l’edizione della norma conta. Cita la versione in vigore al momento dell’esecuzione dei lavori, non un’edizione ritirata.
  4. Indica le parti pertinenti: la serie UNI 7129 è articolata in parti (tubazioni interne, scarico fumi, ecc.). Cita quelle che hai effettivamente applicato all’intervento.

Questo metodo vale anche per le norme correlate che puoi citare insieme alla principale (ad esempio, per lo scarico fumi o la prova di tenuta).

L’errore frequente: norma del metano su impianto GPL

Nella pratica quotidiana l’errore avviene quando un’impresa che lavora prevalentemente su impianti a metano interviene su una villetta non raggiunta dalla rete (quindi a GPL) e compila la DiCo come di consueto. Il quadro delle norme tecniche applicate riporta la serie UNI 7129, ma l’impianto segue prescrizioni diverse.

L’errore non è solo formale. Le norme GPL richiedono attenzioni specifiche in fase di installazione (posizione dei componenti, ventilazione bassa nei locali, prova di tenuta prima della messa in servizio). Se non le hai applicate, la DiCo riflette fedelmente la situazione, ma non quella che vorresti dichiarare.

Se invece hai applicato la UNI 7131 ma hai scritto per abitudine la UNI 7129, la dichiarazione riporta una norma diversa da quella effettivamente seguita. Entrambi i casi espongono al rischio di una DiCo imprecisa nel quadro normativo.

La prova di tenuta in entrambi i casi

Indipendentemente dal tipo di gas, la prova di tenuta dell’impianto interno è obbligatoria prima della messa in servizio. La prova di tenuta consiste nel mettere in pressione l’impianto con un fluido idoneo e verificare che la pressione resti stabile per il tempo previsto dalla norma applicata.

Emettere la DiCo di un impianto gas senza aver eseguito e documentato la prova di tenuta equivale a dichiarare conforme un impianto mai verificato. Questo vale per il metano e vale per il GPL: la natura del gas cambia le prescrizioni tecniche, non l’obbligo di verificare la tenuta prima di chiudere il cantiere.

L’esito positivo della prova fa parte dei riscontri a corredo della DiCo e sostiene la dichiarazione in caso di accertamento.

In sintesi

  • GPL e metano hanno norme di riferimento distinte: la serie UNI 7129 per gli impianti domestici a metano da rete; la UNI 7131 per gli impianti a GPL da serbatoio o bombole.
  • Citare la norma sbagliata nella DiCo indebolisce la presunzione di sicurezza prevista dalla Legge 1083/1971 e rende la dichiarazione imprecisa nel quadro delle norme tecniche applicate.
  • Le schede di dettaglio con vigenza e correlate sono in /norme/gas: usa quelle prima di compilare, non la sigla a memoria.
  • La prova di tenuta prima della messa in servizio è obbligatoria in entrambi i casi: documentala a corredo della DiCo.

Questa guida ha carattere informativo e operativo: non sostituisce la lettura del testo vigente del D.M. 37/2008 né una valutazione tecnica del caso specifico.

Norme di riferimento

FAQ

Domande frequenti

La UNI 7131, non la serie UNI 7129. La UNI 7129 vale per il metano da rete; la UNI 7131 è per impianti a GPL da bombole o serbatoio. Citare la norma sbagliata nella DiCo rende impreciso il quadro delle norme applicate e indebolisce la presunzione di sicurezza della Legge 1083/1971.

Rischi una DiCo imprecisa nel quadro delle norme applicate. Citando la serie UNI 7129, valida per il metano da rete, su un impianto a GPL dichiari di aver seguito prescrizioni che non coprono quel gas. La presunzione di sicurezza della Legge 1083/1971 non opera pienamente e, in caso di contestazione, devi dimostrare la sicurezza dell'impianto in altro modo.

Quando l'impianto a gas supera i 35 kW di portata termica complessiva. La serie UNI 7129 copre gli impianti domestici e similari fino a circa 35 kW alimentati da rete; oltre quella soglia il riferimento diventa la UNI 11528, con requisiti più severi su tubazioni, intercettazioni e sicurezze. Su queste taglie il progetto del professionista iscritto all'albo è spesso obbligatorio.

Sì, ed è obbligatoria prima della messa in servizio. La prova di tenuta dell'impianto interno a gas vale per il GPL come per il metano: la natura del gas cambia le prescrizioni tecniche, non l'obbligo di verificare la tenuta. La prova documentata sostiene l'accertamento di sicurezza della DiCo.

Sì, vai sempre alla versione in vigore al momento dei lavori. Nella DiCo dell'impianto a gas citi l'edizione vigente della serie UNI 7129 o della UNI 7131, mai un'edizione ritirata, indicando le parti effettivamente applicate. È così che la dichiarazione aggancia la regola dell'arte richiesta dal DM 37/2008 e la presunzione di sicurezza della Legge 1083/1971.

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