Per la pericolosità intrinseca del gas (fughe, esplosioni, intossicazioni), la realizzazione di questi impianti richiede competenze specifiche, materiali idonei e il rispetto puntuale di norme tecniche come la UNI 7129 per gli impianti domestici. Aspetti come la ventilazione dei locali, lo scarico dei fumi degli apparecchi e la prova di tenuta sono parte integrante di un lavoro a regola d'arte.
Domande frequenti
Sì: l'impresa deve essere abilitata alla lettera “e” del DM 37/2008 per poter operare sugli impianti gas e rilasciarne la DiCo. È una delle abilitazioni più sensibili.
Per gli impianti domestici e similari a gas il riferimento principale è la norma UNI 7129 (impianti a gas alimentati da rete di distribuzione) e, per il GPL, le relative norme tecniche applicabili.
Sì: la presenza di adeguata aerazione/ventilazione e il corretto scarico dei prodotti della combustione sono requisiti di sicurezza fondamentali per gli apparecchi a gas.
Sì: prima della messa in servizio va eseguita la prova di tenuta dell'impianto, il cui esito positivo è condizione per l'allacciamento degli apparecchi.
Il distributore richiede la documentazione di conformità dell'impianto (DiCo) per attivare o riattivare la fornitura di gas; senza di essa l'utenza non viene attivata.
Esempio pratico
Realizzi l'allacciamento gas di una cucina e di una caldaia: posi le tubazioni con materiali idonei, verifichi ventilazione e scarico fumi, esegui la prova di tenuta e, con esito positivo, allacci gli apparecchi. Emetti quindi la DiCo dell'impianto gas richiamando la UNI 7129 e documentando i materiali impiegati.
Norme di riferimento