Pratica

Regola d'arte: cosa verificare prima di firmare

Le prove per tipo d'impianto da fare prima di firmare: la DiCo attesta che l'impianto è a regola d'arte, e firmare senza verifiche è una falsa dichiarazione.

5 min di lettura
Indice 6 sezioni
  1. Firmare la DiCo: regola d’arte e verifiche già fatte
  2. Verifiche per l’impianto elettrico
  3. Verifiche per l’impianto gas
  4. Verifiche per l’impianto idrico
  5. Perché firmare senza verifiche è una falsa dichiarazione
  6. In sintesi

La Dichiarazione di Conformità (DiCo) non è un modulo da riempire a lavori finiti: è un atto con cui dichiari, sotto la tua responsabilità, di aver eseguito l’impianto a regola d’arte e di aver verificato che funzioni correttamente. La differenza tra le due cose conta molto, soprattutto quando un impianto crea problemi mesi dopo la consegna.

Questa guida elenca i controlli minimi da eseguire per tipo d’impianto prima di apporre la firma, e spiega in modo fattuale cosa significa firmare senza averli fatti.

Firmare la DiCo: regola d’arte e verifiche già fatte

Il testo dell’articolo 7 del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 è esplicito: la DiCo viene rilasciata dopo le verifiche, non prima. L’ordine non è una formalità: è il presupposto logico e giuridico del documento. Quando compili il modello dell’Allegato I e dichiari che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte e che sono state eseguite le verifiche di funzionalità, stai attestando fatti che devono essere già accaduti.

Tieni anche i valori misurati: un foglio di misure firmato è la tua prova concreta in caso di contestazione futura, sia tecnica che legale.

Verifiche per l’impianto elettrico

Per gli impianti elettrici il riferimento principale è la norma CEI 64-8, che descrive le verifiche degli impianti in bassa tensione. Le prove si dividono in due categorie: esame a vista e prove strumentali.

Esame a vista, prima di alimentare l’impianto. Controlla:

  • la scelta e la posa dei componenti (sezioni dei cavi, grado di protezione IP adeguato all’ambiente, distanze dalle canalizzazioni)
  • la presenza e la corretta connessione dei conduttori di protezione
  • la corretta identificazione dei circuiti, dei dispositivi di protezione e dei sezionatori
  • i componenti nei locali bagno (zone di installazione rispettate)

Prove strumentali, dopo l’alimentazione:

  • Continuità dei conduttori di protezione e dell’equipotenzialità: verifica che tutte le masse siano collegate a terra in modo continuo
  • Resistenza di isolamento: misura che le resistenze siano nei limiti previsti dalla norma per il tipo di circuito
  • Verifica dell’interruzione automatica dell’alimentazione: controlla che i differenziali intervengano correttamente (prova di scatto con strumento, non premendo il pulsante di test)
  • Verifica della corretta sequenza delle fasi (per impianti trifase) e dell’alimentazione dei circuiti

Per l’impianto di messa a terra misura la resistenza di terra e verifica il coordinamento con la soglia di intervento del differenziale: la tensione di contatto deve rientrare nei limiti di sicurezza.

Verifiche per l’impianto gas

Per gli impianti gas la verifica irrinunciabile è la prova di tenuta della tubazione: l’operazione che accerta l’assenza di perdite prima della messa in servizio.

La prova di tenuta dell’impianto gas si esegue mettendo l’impianto in pressione con un fluido idoneo (secondo la norma tecnica applicabile) e verificando con uno strumento che la pressione si mantenga stabile per il tempo prescritto. Se la pressione cala, c’è una perdita: non si procede all’allacciamento finché non viene individuata e riparata.

Oltre alla prova di tenuta:

  • verifica la corretta posizione e funzionamento dei rubinetti di intercettazione
  • controlla la ventilazione e l’aerazione del locale (aperture di dimensioni adeguate alla potenza installata, nella posizione prescritta dalla norma)
  • per le caldaie, verifica lo scarico dei fumi: tiraggio sufficiente, tenuta del raccordo tra apparecchio e canna fumaria
  • controlla che gli apparecchi siano adatti al tipo di gas (metano o GPL) e regolati per la pressione di rete

L’esito della prova di tenuta fa parte dei riscontri a corredo della DiCo: documentalo in modo che sia verificabile.

Verifiche per l’impianto idrico

Per gli impianti idrosanitari le verifiche riguardano principalmente la tenuta della rete e il corretto funzionamento degli organi di intercettazione e sicurezza.

Prima della messa in servizio:

  • Prova di tenuta idraulica: metti la rete in pressione e controlla che non ci siano perdite nelle giunzioni, nei raccordi e nelle valvole; la pressione di prova è in via orientativa superiore alla pressione di esercizio: verifica il valore sulla norma tecnica applicata
  • Verifica degli organi di sicurezza: valvola di sicurezza del boiler, antiritorno, riduttore di pressione
  • Scarico e tubazioni: verifica i pendii, le ventilazioni, le guarnizioni nei sifoni; fai scorrere l’acqua in tutti i punti
  • Verifica del colore delle reti: nessuna confusione tra acqua fredda, calda e di ricircolo nelle tubazioni

Perché firmare senza verifiche è una falsa dichiarazione

Se firma senza aver eseguito le verifiche, l’installatore attesta nel modello dell’Allegato I che i controlli di funzionalità sono stati effettuati, fatto che non corrisponde alla realtà. Si tratta di una dichiarazione falsa resa a committente, SUAP e, nei luoghi di lavoro, a INAIL e ASL.

Le conseguenze pratiche sono concrete:

  • se l’impianto presenta un difetto che una verifica avrebbe rilevato, la responsabilità dell’installatore è molto più difficile da difendere: la DiCo dice che ha verificato, ma i risultati delle misure non esistono
  • in caso di sinistro o infortunio connesso all’impianto, l’assenza di prove di verifica aggrava la posizione tecnica e giuridica dell’impresa
  • il committente che subisce un danno per un impianto non funzionante può richiedere l’integrazione della documentazione, con i costi e i tempi che ne derivano

In sintesi

Prima di firmare la DiCo esegui le verifiche previste per il tipo di impianto che stai dichiarando: esame a vista e prove strumentali per l’elettrico, prova di tenuta per il gas, tenuta idraulica e funzionamento degli organi di sicurezza per l’idrico. Tieni traccia dei valori misurati. La firma attesta che queste verifiche sono state fatte: è la sua forza e, se mancano, il suo punto debole.

Verifiche fatte, registri l’esito nella DiCo con DiCoFacile e la consegni a norma.

Questa guida ha carattere informativo e operativo: non sostituisce la lettura del testo vigente del D.M. 37/2008 né una valutazione tecnica del caso specifico.

FAQ

Domande frequenti

Sì, le verifiche vanno eseguite prima della firma. L'art. 7, comma 1 del DM 37/2008 stabilisce che la Dichiarazione di Conformità si rilascia al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste. Quando compili il modello di dichiarazione attesti che l'impianto funziona correttamente: quell'attestazione deve corrispondere a fatti già accaduti.

Rendi una dichiarazione falsa. Se l'impianto presenta un difetto che una verifica avrebbe rilevato, la responsabilità diventa difficile da difendere: la DiCo dichiara verifiche fatte, ma i risultati delle misure non esistono. In caso di sinistro la tua posizione tecnica e giuridica si aggrava notevolmente.

Servono continuità dei conduttori di protezione, resistenza di isolamento e verifica dell'intervento automatico del differenziale. La norma CEI 64-8 prescrive queste verifiche su impianti in bassa tensione prima di dichiarare conformità. Per la messa a terra misura la resistenza e verifica il coordinamento con il differenziale: la tensione di contatto deve rientrare nei limiti di sicurezza.

Sì, e va eseguita prima della messa in servizio. La UNI 7129 prescrive la prova di tenuta dell'impianto interno come condizione indispensabile prima di attivarlo: metti l'impianto in pressione e verifichi con strumento che la pressione si mantenga stabile. La prova documentata è il riscontro che dà sostanza alla Dichiarazione di Conformità del DM 37/2008.

Sì, e va eseguita prima di chiudere tracce e controsoffitti. La UNI EN 806-4 richiede la prova di tenuta in pressione come parte dell'installazione degli impianti di acqua potabile: senza questo riscontro documentato la DiCo è priva della verifica che la sostiene. Una perdita scoperta dopo la chiusura comporta demolizioni a spese dell'installatore.

Il software n°1

Le tue Dichiarazioni di Conformità,
fatte con il software N°1.

Compilazione guidata a norma D.M. 37/2008, allegati e firma in un unico flusso — da telefono, tablet o computer.

Acquista DiCoFacile
  • A norma D.M. 37/2008
  • Disdici in 1 click
  • Anche dal telefono
Scrivici su WhatsApp