Questi impianti hanno un ruolo diretto nella protezione della vita delle persone e si inseriscono spesso in un quadro più ampio di prevenzione incendi, con il coinvolgimento dei Vigili del Fuoco per le attività soggette a controllo. La DiCo degli impianti antincendio è uno dei documenti che confluiscono nelle pratiche di prevenzione incendi.
Cosa dice la norma
- DM 37/2008, art. 1, lett. g Gli impianti di protezione antincendio hanno una lettera dedicata: abilitazione specifica e DiCo a fine lavori.
- UNI 9795 Progettazione e installazione dei sistemi di rivelazione incendio e segnalazione allarme.
- UNI 10779 Le reti di idranti: alimentazioni, dimensionamento e verifiche dell'impianto di estinzione più diffuso.
Nella Dichiarazione di Conformità
Negli impianti antincendio la DiCo ha un peso procedurale che le altre lettere non hanno: entra nella pratica di prevenzione incendi presso i Vigili del Fuoco, dove le certificazioni degli impianti sono parte della documentazione di attività soggette. Un impianto senza DiCo blocca la pratica del cliente.
Ogni tipologia ha la sua norma da citare negli allegati: UNI 9795 per la rivelazione, UNI 10779 per gli idranti, UNI EN 12845 per gli sprinkler. La genericità qui costa: il professionista antincendio che assevererà la pratica controllerà proprio quei riferimenti.
Errori da evitare
- Emettere una DiCo generica senza citare la norma specifica dell'impianto realizzato (rivelazione, idranti, sprinkler).
- Lavorare sulla lettera g con la sola abilitazione elettrica: l'antincendio richiede la sua abilitazione.
- Ignorare il collegamento con la pratica VVF del cliente: tempi e documenti vanno coordinati.
- Trascurare le verifiche funzionali documentate prima della consegna: qui il collaudo non è una formalità.
Domande frequenti
Rivelazione e allarme incendio, impianti a idranti e naspi, sistemi sprinkler e di spegnimento (a gas, ad acqua nebulizzata, ecc.) ed evacuatori di fumo e calore.
Per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, sì: le DiCo degli impianti confluiscono nella pratica antincendio gestita con il Comando dei Vigili del Fuoco.
Si applicano le norme tecniche di settore (es. norme UNI per rivelazione, idranti e sprinkler) e le regole tecniche di prevenzione incendi pertinenti all'attività.
Sì: sono soggetti a manutenzione e controlli periodici da parte di personale competente, per garantirne l'efficienza nel tempo; gli interventi vanno documentati.
Un'impresa abilitata alla lettera “g” del DM 37/2008, nei limiti delle proprie competenze e in coordinamento con i professionisti antincendio dove richiesto.
Esempio pratico
Installi un impianto di rivelazione fumi e allarme in un'attività commerciale: realizzi rivelatori, centrale e dispositivi di allarme secondo le norme tecniche, emetti la DiCo dell'impianto antincendio e la consegni al titolare, che la utilizzerà nella pratica presso il Comando dei Vigili del Fuoco.
Norme di riferimento