Antincendio

CPI (Certificato di Prevenzione Incendi)

Il Certificato di Prevenzione Incendi è il documento che, nell'ambito del procedimento di prevenzione incendi, attesta il rispetto delle prescrizioni di sicurezza antincendio per le attività soggette. Le DiCo degli impianti antincendio (e di altri impianti rilevanti) costituiscono parte della documentazione necessaria a sostenere la pratica.

È importante distinguere i ruoli: il CPI riguarda l'attività nel suo complesso ed è gestito dal titolare con il supporto di professionisti e dei Vigili del Fuoco, mentre l'installatore contribuisce fornendo le dichiarazioni di conformità degli impianti che ha realizzato. L'installatore non rilascia il CPI, ma produce documenti che ne sono presupposto.

Cosa dice la norma

  • DPR 151/2011 Il regolamento dei procedimenti di prevenzione incendi: elenca le attività soggette e disciplina SCIA antincendio e rinnovi periodici.
  • UNI 11224 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione: le verifiche periodiche che tengono valida la pratica nel tempo.
  • DM 37/2008, art. 1, lett. g Le DiCo degli impianti alimentano la pratica antincendio: senza certificazioni degli impianti la pratica non si chiude.

Nella Dichiarazione di Conformità

Dal DPR 151/2011 il 'CPI' come certificato rilasciato dai Vigili del Fuoco è stato in gran parte sostituito dalla SCIA antincendio con attestato di rinnovo periodico, ma nel linguaggio comune il nome resiste. Per l'installatore il punto fermo è questo: le DiCo degli impianti (antincendio, ma anche elettrico e termico) sono documenti d'ingresso della pratica.

Quando il cliente ha un'attività soggetta, la DiCo va emessa sapendo che finirà in una pratica VVF: riferimenti normativi precisi e allegati completi evitano richieste di integrazione che bloccano l'attività del cliente.

Errori da evitare

  • Promettere 'il CPI' come documento che rilascia l'installatore: la pratica antincendio è del titolare dell'attività, con l'asseverazione di un professionista.
  • Emettere DiCo con riferimenti generici per impianti destinati a pratiche VVF: verranno respinte in asseverazione.
  • Ignorare le scadenze di rinnovo periodico del cliente: le verifiche degli impianti vanno pianificate di conseguenza.
  • Dimenticare che anche gli impianti non antincendio (elettrico, gas) entrano nella pratica con le loro DiCo.

Domande frequenti

No: l'iter di prevenzione incendi è gestito dal titolare dell'attività con i professionisti e i Vigili del Fuoco. L'installatore fornisce le DiCo degli impianti realizzati, che sono parte della documentazione.

Per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi secondo la normativa vigente (individuate da appositi elenchi in base a tipologia e dimensioni).

Tipicamente le DiCo degli impianti rilevanti ai fini antincendio (es. impianti di rivelazione, spegnimento, idranti) e le certificazioni dei materiali e dei componenti impiegati.

No: è uno dei tasselli della pratica, che comprende anche progetto antincendio, valutazioni e altra documentazione a cura dei professionisti incaricati.

Esempio pratico

Per l'apertura di un'autorimessa soggetta a controllo di prevenzione incendi, realizzi e certifichi gli impianti antincendio di tua competenza. Consegni al titolare le relative DiCo, che lui allegherà alla pratica per ottenere il CPI, insieme al progetto e alle altre valutazioni.

Norme di riferimento

Parola successiva Impianto radiotelevisivo e antenne
Il software n°1

Le tue Dichiarazioni di Conformità,
fatte con il software N°1.

Compilazione guidata a norma D.M. 37/2008, allegati e firma in un unico flusso — da telefono, tablet o computer.

Acquista DiCoFacile
  • A norma D.M. 37/2008
  • Disdici in 1 click
  • Anche dal telefono
Scrivici su WhatsApp