Casi pratici

Stufa a pellet: cosa verificare e documentare

Installazione stufa a pellet: canna fumaria, DiCo e norme da citare. Cosa controllare prima di firmare e quali documenti lasciare al cliente.

6 min di lettura
Indice 6 sezioni
  1. La stufa a pellet richiede la DiCo
  2. La canna fumaria: il punto critico
  3. Cosa verificare prima di firmare
  4. Quali norme citare (impianti a biomassa)
  5. I documenti da lasciare al cliente
  6. In sintesi

L’installazione di una stufa a pellet è un intervento che molti considerano semplice: si posiziona, si collega alla canna fumaria, si accende. In realtà genera una Dichiarazione di Conformità (DiCo), richiede verifiche tecniche documentate e ha una norma tecnica specifica da citare. Chi firma la DiCo senza aver eseguito i controlli previsti firma un documento che non regge.

Questa guida ti accompagna dalla verifica della canna fumaria alla consegna del fascicolo documentale al cliente, con i riferimenti normativi del cluster riscaldamento.

La stufa a pellet richiede la DiCo

Sì, anche la stufa a pellet. L’installazione di un impianto a biomassa (stufe, caldaie, termocamini e caminetti alimentati a legna, pellet o cippato) rientra nella lettera C del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 (impianti di riscaldamento, climatizzazione, refrigerazione ed evacuazione fumi e condense). L’impresa che installa la stufa a pellet deve essere abilitata per la lettera C e a fine lavori deve emettere la DiCo.

Non basta il libretto dell’apparecchio né il manuale del produttore: sono documenti diversi. La DiCo attesta che l’installazione è stata eseguita a regola d’arte dall’impresa installatrice abilitata.

La canna fumaria: il punto critico

La canna fumaria è l’aspetto più delicato dell’installazione di una stufa a pellet. I fumi di combustione della biomassa solida hanno caratteristiche diverse da quelli degli apparecchi a gas: temperatura, composizione dei residui, presenza di particolato. Collegare la stufa a una canna fumaria non idonea è un rischio per la sicurezza e rende l’impianto non a norma.

I punti che devi verificare prima di procedere:

  • Idoneità del sistema fumario al tipo di apparecchio: una canna fumaria esistente, magari al servizio di un vecchio impianto a gas, va verificata prima di essere collegata a un apparecchio a biomassa. Materiali, sezione e tiraggio possono non essere compatibili.
  • Tiraggio adeguato: il tiraggio insufficiente causa reflussi di fumi all’interno del locale. Verifica prima di collegare e di avviare la stufa.
  • Distanze di sicurezza dai materiali combustibili: la stufa a pellet irradia calore nelle direzioni. La UNI 10683 indica le distanze minime dai materiali combustibili: pareti, mobili, rivestimenti. Non posizionare la stufa a ridosso di elementi combustibili per ragioni di spazio: il calore irraggiato può innescare un incendio, anche a distanza di tempo.
  • Aria di combustione: la stufa a pellet ha bisogno di aria comburente per bruciare in sicurezza. Se il locale è troppo stagno o non ha aperture adeguate, l’apparecchio non funziona correttamente e può generare combustione incompleta. Verifica la disponibilità di aria nel locale prima della messa in servizio.

Cosa verificare prima di firmare

Firmare la DiCo significa attestare di aver verificato che l’impianto è stato eseguito a regola d’arte. Per l’installazione di una stufa a pellet, i controlli minimi da eseguire e documentare prima della firma sono:

  1. Distanze di sicurezza: verifica che l’apparecchio sia posizionato nel rispetto delle distanze dai materiali combustibili indicate dalla UNI 10683 e dal libretto dell’apparecchio.
  2. Idoneità del sistema fumario: verifica che la canna fumaria sia adeguata all’apparecchio per tipo di materiale, sezione e tiraggio.
  3. Aria comburente: verifica che il locale garantisca la disponibilità di aria necessaria alla combustione.
  4. Prima messa in servizio: avvia l’apparecchio, verifica il funzionamento e il tiraggio, controlla che non ci siano reflussi di fumi. Documenta l’esito.
  5. Schema dell’impianto realizzato: riporta la posizione dell’apparecchio, la canna fumaria o il sistema di scarico fumi, con le distanze dai materiali combustibili più vicini.

Se qualcuno di questi controlli dà esito negativo (tiraggio insufficiente, distanze non rispettate, aria comburente insufficiente) l’impianto non è in condizioni di sicurezza e la DiCo non va firmata finché il problema non è risolto.

Quali norme citare (impianti a biomassa)

Nel quadro “norme tecniche applicate” della DiCo, per un’installazione di stufa o caldaia a pellet, il riferimento principale è la UNI 10683: la norma italiana che disciplina l’installazione e la verifica dei generatori a biomassa solida (stufe a legna, stufe a pellet, caldaie a legna e pellet, termocamini, inserti). Indica le prescrizioni su distanze di sicurezza, aria comburente, sistema fumario e prima messa in servizio.

Per il dettaglio della norma e le parti correlate all’intervento specifico, consulta le schede in /norme/riscaldamento-e-clima. Le schede riportano a cosa serve ciascuna norma, quando si applica e come si lega alla DiCo: usale prima di compilare il quadro, non dopo.

Cosa non va nella DiCo: citare norme generiche non attinenti all’intervento, o riportare edizioni ritirate. Prima di scrivere la sigla nella DiCo, verifica che la versione indicata sia quella in vigore al momento dell’esecuzione dei lavori.

I documenti da lasciare al cliente

A fine installazione, il committente deve ricevere un fascicolo completo. I documenti che costituiscono la consegna a norma per una stufa a pellet sono:

  • DiCo dell’impianto con tutti gli allegati obbligatori: schema dell’impianto realizzato, relazione sui materiali impiegati, norme tecniche applicate;
  • Libretto di impianto aggiornato: se la stufa a pellet è un apparecchio di climatizzazione (il pellet è spesso usato come riscaldamento principale o di integrazione), i dati tecnici del generatore vanno registrati nel libretto. Il libretto di impianto, previsto dal DPR 74/2013, accompagna l’impianto nel tempo e raccoglie manutenzioni e controlli di efficienza: è un documento distinto dalla DiCo;
  • Manuale dell’apparecchio e libretto del produttore: vanno consegnati al proprietario per l’uso corretto e la manutenzione ordinaria;
  • Documentazione della prima messa in servizio: le verifiche effettuate (tiraggio, funzionamento, distanze) possono essere sintetizzate in un verbale allegato alla DiCo o conservato a parte.

Consegnare solo la DiCo senza il libretto aggiornato o senza il manuale lascia il committente con documentazione incompleta. Se in futuro si eseguono controlli di efficienza energetica sull’impianto (obbligatori per le caldaie a biomassa sopra determinate potenze, in via orientativa), il libretto è il documento di riferimento per il tecnico che li esegue.

In sintesi

  • La stufa a pellet rientra nella lettera C del D.M. 37/2008: serve la DiCo a fine installazione, firmata dall’impresa abilitata.
  • La canna fumaria è il punto critico: va verificata prima di collegare l’apparecchio: idoneità, tiraggio, compatibilità con la biomassa.
  • Prima di firmare la DiCo esegui e documenta le verifiche: distanze di sicurezza, aria comburente, prima messa in servizio con esito positivo.
  • La norma da citare nel quadro delle norme tecniche applicate è la UNI 10683 (stufe e caldaie a biomassa solida); per le norme correlate vai a /norme/riscaldamento-e-clima.
  • Al cliente consegna DiCo completa di allegati, libretto di impianto aggiornato e manuale dell’apparecchio.

Questa guida ha carattere informativo e operativo: non sostituisce la lettura del testo vigente del D.M. 37/2008 né una valutazione tecnica del caso specifico.

Norme di riferimento

FAQ

Domande frequenti

Sì, serve la Dichiarazione di Conformità. L'installazione di una stufa a pellet è un intervento sull'impianto di riscaldamento di lettera C del DM 37/2008: l'impresa abilitata, a fine lavori, deve emettere la DiCo. Non bastano il libretto dell'apparecchio né il manuale del produttore, che sono documenti diversi e non attestano l'installazione a regola d'arte.

Non prima di averla verificata. La UNI 10683 richiede che il sistema fumario sia idoneo all'apparecchio a biomassa solida per materiali, sezione e tiraggio: i fumi del pellet sono diversi da quelli del gas. Se la canna fumaria al servizio di un vecchio impianto a gas non è compatibile, va adeguata prima della messa in servizio della stufa a pellet.

La UNI 10683 è il riferimento principale da citare. È la norma sull'installazione e verifica dei generatori a biomassa solida (stufe a pellet e a legna, caldaie, termocamini, inserti) e tratta distanze di sicurezza, aria comburente, sistema fumario e prima messa in servizio. Nel quadro norme tecniche della DiCo cita solo la versione in vigore e le norme effettivamente applicate all'intervento.

Distanze di sicurezza, sistema fumario, aria comburente e prima messa in servizio. La UNI 10683 richiede di rispettare le distanze dai materiali combustibili, garantire l'aria di combustione, collegare un camino idoneo al biocombustibile solido e verificare il tiraggio senza reflussi di fumi. Se un controllo dà esito negativo, la DiCo della stufa a pellet non va firmata finché il problema non è risolto.

Non basta la sola DiCo. Oltre alla Dichiarazione di Conformità con allegati, va consegnato il libretto di impianto aggiornato dal DPR 74/2013, che accompagna l'impianto e registra manutenzioni e controlli di efficienza nel tempo. Sono documenti distinti: la DiCo attesta l'installazione, il libretto segue l'esercizio. Consegna anche il manuale dell'apparecchio.

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