Quando ti serve
- Installi o sostituisci una caldaia o una pompa di calore.
- Realizzi un impianto di climatizzazione o di condizionamento.
- Posi o risani una canna fumaria al servizio di un apparecchio.
- Devi emettere, leggere o farti consegnare una DiCo termica.
Quando NON si applica
- Manutenzione ordinaria che non modifica l'impianto: niente DiCo (art. 10).
- Controlli di efficienza e bollino caldaia: rientrano nell'esercizio, non nell'installazione.
- Impianti non al servizio degli edifici e delle loro pertinenze.
Cosa richiede in pratica
- Lavora con l'abilitazione giusta: per riscaldamento, climatizzazione e refrigerazione serve la lettera C dell'art. 1 (art. 3).
- Verifica quando scatta l'obbligo di progetto: per gli impianti termici i limiti dimensionali stanno nell'art. 5.
- Realizza l'impianto a regola d'arte seguendo le norme UNI pertinenti: ti copre la presunzione di conformità dell'art. 6.
- Emetti la Dichiarazione di Conformità a fine lavori e allega progetto o schema, relazione sui materiali e norme tecniche applicate (art. 7).
- Per impianti vecchi senza DiCo reperibile valuta la Dichiarazione di Rispondenza, la DiRi, nei casi ammessi (art. 7, comma 6).
- Ricorda al committente di affidare i lavori a imprese abilitate e di conservare la documentazione (art. 8).
Errori da evitare in cantiere
- Sostituire la caldaia e consegnare solo il libretto di impianto, senza DiCo. Manca il documento che attesta la regola d'arte dell'intervento: il cliente resta scoperto e tu con un lavoro non dichiarato. ✓ Per ogni installazione, trasformazione o ampliamento dell'impianto termico emetti la DiCo, oltre al libretto e ai controlli di efficienza.
- Trattare l'impianto a gas come se bastasse l'abilitazione elettrica. La DiCo della lettera C non è emettibile da chi non è abilitato per quegli impianti: dichiarazione inutilizzabile e sanzioni dell'art. 15. ✓ Controlla la visura camerale: per gli impianti termici e a gas serve l'abilitazione per la lettera C (e per il gas, lettera E).
- Consegnare la DiCo senza schema dell'impianto e senza relazione sui materiali. La dichiarazione è incompleta: gli allegati ne sono parte integrante e in un controllo o in una vendita la DiCo monca non regge. ✓ Allega sempre schema dell'impianto come realizzato, relazione sui materiali e riferimenti alle norme tecniche applicate.
Un caso pratico
Un cliente ti chiede la sostituzione della vecchia caldaia con una a condensazione e l'adeguamento dello scarico fumi. L'impresa è abilitata per la lettera C. Realizzi l'intervento seguendo le norme UNI di settore, fai la prova di tenuta dell'impianto gas e le verifiche di funzionamento. A fine lavori emetti la Dichiarazione di Conformità: nel quadro norme tecniche citi i riferimenti UNI seguiti, alleghi lo schema dell'impianto e la relazione sui materiali. Compili anche il libretto di impianto, che resta documento distinto dalla DiCo.
Come si cita nella Dichiarazione di Conformità
Per riscaldamento, climatizzazione e refrigerazione (lettera C del DM 37/2008) il decreto è l'atto che crea l'obbligo di DiCo a fine lavori. Non si cita tra le norme tecniche applicate: è il modello da compilare. La DiCo è cosa diversa dal libretto di impianto e dai controlli di efficienza energetica.
Domande frequenti
Sì, serve la Dichiarazione di Conformità. La sostituzione della caldaia è un intervento sull'impianto gas della lettera E del DM 37/2008: a fine lavori l'impresa abilitata emette la DiCo, citando nel quadro delle norme tecniche applicate le parti della serie UNI 7129 seguite per impianto interno, apparecchio e scarico fumi. Non è sufficiente il solo libretto della caldaia o il rapporto di controllo.
Sono documenti con scopi diversi. La Dichiarazione di Conformità, prevista dal DM 37/2008, attesta che l'installazione è stata eseguita a regola d'arte; la emette l'impresa installatrice a fine lavori. Il libretto di impianto, previsto dal DPR 74/2013, accompagna l'impianto nell'esercizio e registra manutenzioni e controlli di efficienza energetica. Entrambi sono obbligatori, ma non si sostituiscono.